Tips & Tricks – How to become an Au-pair in USA!

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Come diventare una ragazza alla pari negli Stati Uniti!

 

Ciao a tutti,

come state??

So  bene che non vi aspettavate di leggermi di nuovo così presto, ma 😃☝️siccome il post special events era principalmente per la settimana del giorno del Ringraziamento anche se in ritardo, eccomi qui!

Allora, in realtà il post di questa settimana è un post che mi hanno chiesto molti di voi.

Alcuni dei miei seguaci di  Snapchat, e amici vicini che mi leggono, spesso, mi chiedono di parlare di come sono diventata una ragazza alla pari negli Stati Uniti.

Insomma, le domande più frequenti riguardano le procedure burocratiche di visto ecc..

Quando si decide di partire come ragazza alla pari negli Stati Uniti, non si sa, che le procedure burocratiche non sono così facili, ma credetemi non impossibili.

Prima di tutto è veramente IMPORTANTE sapere che negli Stati Uniti ci sono solo 17 agenzie autorizzate al programma AuPair da parte del governo americano:

1.       20/20 Care Exchange, Inc. dba TIAPE

2.       A.P.EX. American Professional Exchange, LLC dba ProAuPair

3.       Agent Au Pair

4.       Agent Au Pair, Inc.

5.       American Cultural Exchange, LLC, dba goAuPair

6.       American Institute For Foreign Study dba Au Pair in America

7.       APF Global Exchange, NFP

8.       Au Pair 4 Me, Inc.

9.       Au Pair International, Inc.

10.    AuPairCare Inc.

11.    Cultural Care, Inc. d/b/a Cultural Care Au Pair

12.    Cultural Homestay International

13.    EurAuPair Intercultural Child Care Programs

14.    Expert Group International Inc., dba Expert AuPair

15.    GreatAuPair, LLC

16.    InterExchange, Inc.

17.    USAuPair, Inc.

Questo vuol dire che se volete diventare una ragazza AuPair “legale” negli Stati Uniti dovete PER FORZA passare per una di queste agenzie.

La mia agenzia era la decima nella lista – AuPairCare Inc.– e devo ammettere che io con loro mi sono trovata molto bene, quindi, onestamente la raccomando spesso a chiunque mi chieda.

Ma, andiamo lentamente e per grado…

Vi avviso, sarà sicuramente un post più lungo del solito, ma spero veramente utile.

Partiamo principalmente dai motivi che mi hanno spinto a partire. In molti ricorderete che all’ università ho studiato Cinese e che al mio terzo anno sono partita a Pechino per un viaggio studio. ( credetemi questo è un altro post!)

In Cina mi sono resa conto quanto terribile fosse il mio Inglese e quanto importante fosse parlarlo.

Detto questo, i passi successivi sono stati i seguenti: una volta tornata a casa, ho deciso di mettermi a lavoro, per cercare come poter avere la possibilità d`imparare finalmente l’inglese senza dover pesare troppo economicamente sulle spalle di mamma e papà.

Tutti i siti di queste agenzie sono in Inglese e vi ripeto che il mio Inglese all’ epoca era praticamente pari a zero, quindi, mi sono rivolta ad un’ agenzia italiana che faceva da tramite con una di quelle listate di sopra, ovvero AuPairCare Inc.

L’agenzia in questione è il CTS , ma devo ammettere che non sono riuscita a capire bene dal sito se si occupano ancora di ragazze alla pari.

Quindi, un bel giorno del 2013 mi reco nell’agenzia più vicina a casa per chiedere qualche informazione in più sul programma e sui costi.

Dopo aver appurato la questione delle 17 agenzie autorizzate e aver scoperto che il Cts mi faceva da tramite con AuPairCare, scopro che per diventare un AuPair devi avere:

  • dai 18 ai 26 anni
  • devi avere 200 ore di pratica nella gestione di bambini (Babysitter)
  • un diploma di scuola superiore
  • un livello B1 d’inglese (ovvero BASE)
  • fedina penale pulita
  • Un passaporto valido.

Una volta chiariti questi punti fondamentali, vuol dire che rientri pienamente nelle regole del programma.

Ora, passiamo ai costi, questi variano da paese a paese, dovuto ai diversi accordi diplomatici che i due paesi in questione (p.es. Italia-America) hanno accordato.

Da quel che mi ricordo credo di aver speso un totale intorno ai 450euro.

Questi coprono la domanda d’ammissione, il test e le interviste in inglese, la valutazione psicologica e la preparazione del visto J-1.

Non solo, l’agenzia garantisce anche:

  • Un guadagno di circa $ 10.000 all’anno ovvero uno stipendio di 195.75$ alla settimana.
  • Volo gratuito da e per gli Stati Uniti, compresi tutti i voli in coincidenza con la famiglia ospitante.
  • Assicurazione di viaggio e infortuni per 12 mesi.
  • Una camera da letto privata nella casa della tua famiglia.
  • Sponsor per il visto J1
  • 30 giorni per viaggiare nel Paese alla fine del tuo programma.
  • 1 1/2 giorni liberi a settimana, più 10 giorni di ferie pagate durante l’anno del programma.
  • Fino a $500 in tasse scolastiche per frequentare lezioni di qualsiasi tipo in qualsiasi college (è necessario completare 6 crediti o equivalente)
  • Linea di emergenza 24 ore su 24 attiva e supporto continuo dal direttore locale a te assegnato da parte di AuPairCare
  • Possibilità di prolungare il programma per altri 6, 9 o 12 mesi.

Sono d’aggiungere a questi costi le spese del visto ($ 160 USD al momento della stesura), 200$ di Sevis (Student & Exchange visitor program) i costi del trasporto per il colloquio personale con l’ambasciata, i costi di spedizione del passaporto, la richiesta della fedina penale, eventuali costi se necessari per vaccini in caso ve ne manchi qualcuno, e infine la patente di guida internazionale.

Per un totale di…. Più o meno tra una cosa e l’altra i miei costi credo siano stati all’incirca sui 1200 euro.

Ora, con il senno di poi, ci sono delle cose che potete sicuramente evitare se siete Italiani come me, ad esempio:

  • la patente internazionale. Non è davvero necessario spendere quei soldi. Una volta arrivati in America la vostra famiglia ospitante ha il compito di aiutarvi a prendere la patente di guida dello stato in cui vivrete. La patente di guida Americana, non è complicate, molto meno costosa di quella italiana ed è molto facile da prendere.
  • Per la situazione vaccini, generalmente ogni italiano possiede una cartellina cartacea, in caso non la possedete, o non la trovate più, sappiate che esiste tutto in formato elettronico, quindi recatevi dal vostro dottore di fiducia e vedrete che vi darà tutte le risposte necessarie. Comunque il tutto per dirvi che per noi italiani questi costi non sono davvero necessari.

Una volta che si inizia la domanda online con l’agenzia, ovvero una volta consegnate le tre lettere di raccomandazione da parte delle vostre esperienze passate, la fedina penale pulita, il diploma, superato il test d’inglese e il test psicologico, un addetto alla vostra pratica vi contatterà e vi darà il via libera alla creazione del vostro profilo personale sul sito dell’agenzia, in modo che le potenziali famiglie ospitanti possano contattarvi e leggere le vostre caratteristiche.

Il profilo online è molto facile da sviluppare, una volta ottenute le credenziali d’ingresso da parte dell’agenzia dovrete compilare vari questionari:

  • Descrizione personale (nome, cognome, nazionalità, hobby ecc…)
  • Descrizione del perché si vuole diventare un AuPair
  • Compilazione della lettera per la futura famiglia ospitante.
  • Esperienze personali
  • Quale sarebbe per voi la famiglia ideale
  • Quanti bambini vorreste tenere

Insomma la lista va avanti per molto, non scherzo, il questionario è lunghissimo e questi 6 punti sono solo una minima parte di quello che dovrete compilare.

AH! Non dimenticate che il tutto avviene ovviamente in Inglese!

Una cosa importante è il video di presentazione, generalmente molte ragazze fanno dei video parlati in cui per esempio raccontano la loro giornata tipo,  il tutto ovviamente in inglese! 😂😂😂

Io che davanti a una telecamera ho la scioltezza di un bradipo, immaginiamoci se avessi dovuto starci davanti parlando in inglese!!! 😂😂😂 😂😂😂 ecco solo grosse risate!

Comunque trovai il mio escamotage: un bellissimo video ricco di foto della mia vita e del luogo da cui provengo con sottofondo Volare di Domenico Modugno. 🔝

Finalmente ero online!

Le famiglie iniziarono a contattarmi e così iniziarono anche le mie interviste!

Domande di base, solite cose, insomma niente di infattibile, da 6 scesi a 2 e da 2 a 1!
Una volta scelta la famiglia, e una volta che la famiglia sceglie te si chiama “match”!

Da li iniziano le procedure per il visto.

Per chi non lo sapesse, per poter vivere in America, lavorare, studiare, visitare, insomma per poter mettere piede nel territorio Americano hai bisogno di un visto.

Esistono tantissimi visti, il più facile e ottenibile online fino a 72 ore prima dal viaggio è quello chiamato ESTA, ovvero visto turistico che ti permette di soggiornare massimo 90 giorni.

Dopo di che, se il tuo soggiorno sarà più lungo di 90 giorni necessiti di un visto speciale che generalmente viene accompagnato da uno sponsor.

Lo sponsor è la scuola, l’azienda o in questo caso come lo è stato per me, l’agenzia  AuPair che rilascia un documento chiamato DS-160  che testimonia la tua durata del viaggio e garantisce al governo americano la prova di quello che tu andrai a fare durante la permanenza nel loro territorio.

Molti non sanno che l’uno senza l’altro vale poco, ovvero il visto J1 sul passaporto senza il DS-160 è inutile per la tua entrata legale nel paese, semplicemente, non entrate!

Detto questo, quando la copia originale del mio DS-160 spedita dall’America arrivò a casa, iniziò la trafila ambasciata.

Una volta preso l’appuntamento con la medesima, mi assicurai di avere tutti i documenti richiesti (il sito dell’ambasciata è abbastanza chiaro, generalmente danno una lista dei documenti necessari a seconda del visto che vai a richiedere).

L’intervista è semplice, una chiacchierata con il console, la revisione di tutti i documenti, e se il visto ti viene approvato o no, lo sai all’istante.

In caso d` approvazione, si terranno il passaporto e poi una volta emesso il visto e stampato sul passaporto il tutto ti riverrà spedito a casa a spese tue.

Con il visto sul passaporto, con il DS-160 in borsa, con una valigia carica di sogni e aspettative, siete pronti per spiccare il volo e godervi questa straordinaria esperienza, che se dopo un estensione di visto che mi ha bloccato in Italia per 1 mese, un cambio visto che mi ha ribloccato per circa 1 mese e mezzo, e dopo quasi 4 anni sono ancora qui…be penso che ne sia valsa la pena!

AH! Quasi dimenticavo, dopo un viaggio del genere anche se solo per 1 anno CREDETEMI se vi dico che tornerete a casa quasi bilingue!!!

Della  procedura di estensione e magari della procedura per ottenere il mio visto attuale l’F1, ovvero quello studente magari ne parleremo in un altro post se ne sarete interessati!

Intanto vi auguro una buona settimana e non esitate a scrivermi ovunque vogliate per qualsiasi domanda in merito.

Bacio da Kika

 

PS. Vi lascio qualche link utile:

Come comunicare con un bambino quando non si parla la stessa lingua? by Kika on Kids

AuPair Agencies

Aupair care

How to become an aupair with a J1 visa 

 

Link Utili:

 

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