Very Important Children – The girl who said “NO” to marriage.

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La bambina che ha detto “NO” al matrimonio.

 

Ciao a tutti,

Come state?

Lo so, lo so, sempre la stessa storia, sono stata molto impegnata e tutte le altre cose …

Ma sono sempre qui e ancora una volta pronta a condividere un`altra storia straordinaria!

Un paio di settimane fa, ho visto un video su facebook su un nuovo libro per bambini.

“Storie della buona notte per bambine ribelli” di Francesca Cavallo e Elena Favilli.

È un libro estremamente straordinario, è uno di quei libri che devi avere nella libreria di casa e in più un libro di questo calibro ideato per bambini. Il libro racchiude  100 racconti di donne straordinarie di tutto il pianeta.

 

“Le nostre figlie meritano un nuovo tipo di fiaba, ecco perché abbiamo creato” Storie della buona notte per bambine ribelli “.”

 

Questo video  vi spiegherà meglio il progetto, purtroppo è in inglese, ma capibile:

 

 

Ovviamente, potevo farmi sfuggire questo libro? Certo che no!  

Sono andata a comprarlo e ho anche fatto in modo che venisse introdotto  nella mia famiglia, così mia Mamma ha fatto lo stesso acquisto in italiano per  mia cugina!!!

Ma aspettate, non è un ottima fonte solo per bambini, ma anche per adulti, ci sono tanti grandi nomi, 100 biografie di persone che hanno fatto la nostra storia.

È proprio per questo motivo che oggi voglio condividere con voi un’altra storia stupefacente, e indovinate un po’?

È uno dei racconti del libro!

Ma non voglio perdere altro tempo:

Il suo nome è: Balkissa Chaibou.

Balkissa nasce nel 1995 in Niger.

Una bambina con dei sogni molto brava a scuola e voleva diventare un medico.

Un giorno scoprì che suo zio l’aveva promessa in matrimonio a  suo cugino, aveva solo 12 anni.

Il tutto è orribile, spaventoso, ma purtroppo, il paese in cui Balkissa vive permette ai genitori di organizzare matrimoni per le loro figlie quando sono ancora bambine.

Balkissa riesce a trovare un accordo con la madre per farsi dare altri 5 anni d’ istruzione prima di essere costretta al matrimonio con il cugino. Mentre il giorno si avvicinava e il suo amore per l’ istruzione si rafforzava, Balkissa cominciò a temere la perdita del suo futuro:

“Mi dicevano, appena ti sposerai non potrai più studiare. La mia passione è studiare. È da lì che capii che il mio rapporto con lui non avrebbe mai funzionato”.

Dopo che il padre si rifiutò d’aiutarla, si rivolse al suo maestro, Moumouni Harouna, che l’ha sottopose ad un’ organizzazione non governativa chiamata Centro per l’assistenza giudiziale e l’azione civica. Suo zio e il padre, tuttavia, negarono le accuse che la costringevano ad un matrimonio, e così le accuse caddero subito.

“Ho sentito il dolore dentro di me, il mio cuore si ruppe… Vedevo che stavo combattendo per soddisfare me stessa e queste persone sarebbero state un ostacolo alla mia evoluzione”

Senza altre opzioni, e di fronte a una minaccia di morte da parte di suo zio, Balkissa la notte prima del suo matrimonio scappò, e si rifugiò in un riparo femminile. Dopo una settimana, ormai, il matrimonio saltò e tutti i famigliari del presunto marito tornarono in Nigeria e Balkissa riuscì a tornare a casa in sicurezza. Balkissa descrive il sollievo che ha provato quando ha rindossato la sua divisa scolastica:

“Mi sembrava che la mia vita fosse ricominciata. Come se fosse un nuovo inizio. “

Balkissa, ora 19 anni, viaggia di scuola in  scuola in visita e invita altre ragazze a dire “no” ai matrimoni forzati.

Ha anche parlato all’ ONU sulla riduzione della mortalità materna, dopo che le statistiche mostrano che il 34% delle morti  tra adolescenti è dovuto alle gravidanze precoci.

Ora è all’università, è sta studiando per diventare un dottore. Sua madre e il padre, ora,  si oppongono  all’idea di un matrimonio forzato e approvano la volontà di Balkissa di continuare a studiare.

Balkissa non è l’unica.

I matrimoni forzati sono endemici dei paesi più poveri, dove la fame e la disperazione spesso costringono le famiglie a vendere le loro figlie come mogli quando sono semplicemente bambine.

 In Niger, un paese nell’Africa Occidentale, il 36% delle donne si sposa all’età di 15 anni e al 75% all’età di 18 anni.

 

Devo aggiungere altro?

Penso che la sua storia parli per lei.

Ma  vorrei comunque concludere il post con le  parole di Balkissa:

“Mostrerò loro, quello che posso fare con la mia vita”

 

Spero che il post vi sia piaciuto…

Vi auguro una buona settimana

A presto

Baci da KiKa

 

 

 

2 thoughts on “Very Important Children – The girl who said “NO” to marriage.

  1. Brava, mi piace.
    I ruoli sono invertiti: per anni ti ho detto: leggi, prendi questo libro, è favoloso, dai leggi, vedrai ti piacerà….
    Ora sei tu che mi dici…. leggi, informati, sai è successo questo, leggilo…..
    Grazie, essere madre è anche questo, la meraviglia, di scoprire che i propri figli sono cresciuti e non sono a tua immagine e somiglianza, sono molto meglio di te.

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