ShareShare on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Pin on PinterestShare on TumblrEmail this to someonePrint this page

For the English version Click Here.

Ciao a tutti,

Lo so, lo so, avete ragione è da tantissimo che non scrivo…

Ma giuro che se vi dico che sono stata impegnatissima con alcune scadenze per la scuola, in più Sofia è stata praticamente una settimana malata con la febbre, non sono scuse o bugie…

PERDONATEMIIII

In più, come se il tutto già non bastasse, il mio “papà ospitante” è caduto sul ghiaccio a spasso con Bella lacerandosi il tendine della coscia sinistra.

Praticamente ora si ritrova a non poter guidare e a dover stare a casa con un tutore rigido sul ginocchio perché non potrà piegarlo per circa 6 settimane.

Sappiate anche, che il 27 parto per Las Vegas 😎✌️ per seguire Sofia in una delle sue competizioni di ginnastica artistica.

Mi raccomando, seguite il mio hashtag #kikaontheroad sui miei social accounts.

E proprio a proposito di questo volevo dirvi, che già da un po’ sono sbarcata su 👻Snapchat, ma finalmente ora posso dire di usarlo giornalmente divertendomi parecchio con i super filtrini. Seguitemi 👻 fe_de91⬅ così, solo per divertirvi un po’.

Il post di questa volta, è in realtà un po’ particolare, dopo le mie super incasinate settimane le idee erano poche, ma ieri qualcosa ha colpito la mia attenzione.

Mentre studiavo seduta allo Starbucks di Barnes & Nobel, scopro leggendo le news che c’era stata una sparatoria al bpm festival in Messico e lì mi sono resa conto che sapevo che un mio caro amico era al festival con altri due conoscenti.

Erano all’interno del locale dove c’è stata la sparatoria, ma fortunatamente per qualche strano miracolo abbastanza vicini alle porte d’emergenza così da riuscire a scappare ai primi spari.

Stanno tutti bene, a parte il grande shock e la paura, loro stanno bene.

Ma purtroppo per altre 5 persone non è stato lo stesso, e tra le vittime c’è stato anche un Italiano.

Sul momento ovviamente mi sono spaventata, e ho iniziato a cercare in giro per i giornali italiani e americani cosa le news dicevano e quali erano i nomi delle vittime, soprattutto il nome dell’Italiano.

Dopo questa notizia ho iniziato a pensare un po’ alla “leggerezza” passatemi il termine, con la quale ho letto la notizia e con la quale ho fatto le ricerche e mi sono ricordata di quando circa due anni fa, mia sorella e mio padre mi chiamarono per dirmi che mia madre aveva avuto una trombosi cerebrale.

Mi ricordo come improvvisamente, tutto il mondo intorno a me era diventato, piccolo, banale e inutile. Come se, per quell’attimo il mio cervello si fosse fermato. Avete presente quando nei film si vede il protagonista immobile e una voce in sottofondo racconta quello che sta pensando?

Ecco la mia reazione è stata proprio quella.

Mia mamma sta alla grande adesso tranquilli, è tornata a essere la solita rompiscatole di turno!😂😂😂

Ma in tutto questo, l’altro giorno pensavo a come andrebbero date queste notizie ai bambini?

Non lo so, si pensa sempre che un bambino possa avere la capacità di prendere la notizia diversamente o addirittura a seconda delle età di non capire, ma è davvero così?

È inutile girarci intorno le perdite, gli sbagli, o i fallimenti di noi adulti si ripercuotono sui nostri piccoli, e non ci resta che ammettere queste cose a noi stessi per poi essere onesti con i nostri piccoli.

La verità, che a volta è costituita anche da parole forti e brutte al sentirle, penso sia l’unica soluzione.

Soffrire fa parte della vita, e purtroppo non possiamo impedire ai nostri bambini di affrontare anche questo passo.

Una delle mie più grandi sofferenze è stata la morte di mio Nonno, ma in qualche modo ho dovuto affrontare quella sofferenza, metabolizzarla, farla mia, viverla per continuare a farlo vivere in me e con me.

Non ricordo niente di quei giorni, penso che la mia mente li abbia rimossi come senso di protezione nei suoi stessi confronti.

Impedendomi così di ricordare le brutte cose, ma facendomi ricordare solo quelle belle.

Ho fatto delle ricerche su internet come al solito, e ci sono tanti blog di consiglio sull’argomento su come dare a un bambino una brutta notizia, ma esiste veramente un modo efficace?

Non credo proprio, per queste cose non esistono manuali.

In questo mondo tecnologicamente avanzato e folle, dove il giudizio negativo o cattivo arriva sempre prima di quello positivo o buono purtroppo davanti a certe cose rimaniamo comunque sempre disarmati.

Non voglio fare della morale, ma io penso che i nostri bimbi debbano sapere cosa succede intorno a loro. Sono il nostro futuro, se nascondiamo loro tutto, perché lo consideriamo troppo violento o brutto, non sapranno mai ciò che sta succedendo e li faremo vivere in un mondo di fantasia e immaginazione che non è quello reale.

Pensate ai bambini in guerra, ai bambini soldato, quelli che vita fanno?

La stessa che fanno i nostri bambini se non gli diciamo la verità del mondo che ci sta intorno.

La verità è : che quando leggo che ci sono più di 250 mila bambini soldato al mondo o che ci sono milioni di bambini morti in guerra, milioni morti per fame e sete, queste notizie mi ricordano solo una cosa banale, talmente banale che proprio perché così banale spesso la dimentichiamo: nessuno di noi sceglie dove nascere, e da chi nascere.

Questo è un principio talmente semplice che, sapete quella parola che spesso le religioni usano? Fratellanza.

Ecco vuol dire esattamente questo: siamo banalmente e semplicemente tutti fratelli, siamo nati tutti nello stesso mondo senza aver scelto niente!

Quindi quando non so cosa scrivere… Scrivo questi post! 😂😂😂
Perciò, spero di essere tornata dopo una lunga assenza con un post che vi sia piaciuto…..
Non dimenticate di seguirmi sui social, ho bisogno del vostro aiuto per farmi conoscere!

Instagram         Twitter         Facebook

E… non dimenticate di commentare.

Bacio da KiKa.😘

For the English version Click Here.

ShareShare on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Pin on PinterestShare on TumblrEmail this to someonePrint this page

Pages: 1 2