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Prosciutto cotto all` Italiana…

Ciao a tutti,

come è stato il vostro weekend?

Il mio un po’ come al solito occupato da scuola e compiti.

Vi è mai capitato di sedervi in un bar, magari con la musica nelle orecchie e osservare tutto ciò che accade intorno a voi?

Come in un film le immagini scorrono, qualcuno si racconta ridendo, altri sembrano arrabbiati, un signore ha appena rovesciato il suo caffè a terra, qualcuno osserva come me il computer, altri giocano, c’è anche una coppia di studenti seduti alla mia sinistra, i baristi lavorano senza sosta e io…

Che dire, io sono qui ancora una volta a raccontarmi….

Con niente in mente, ma con la tastiera del computer davanti e il foglio di word che piano piano si riempie di parole.

Qui a Seattle è un’altra domenica grigia, la pioggia scende lenta come al solito e le nuvole nascondono il sole che ogni tanto sembra riesca a farci cucù.

È straordinaria la grande quantità di tempo che una domenica di pioggia riesca a regalarti per pensare…

Cercando tra le cose da scrivere per il nuovo post ho pensato più volte di farne uno sulla nostalgia. In inglese si dice “Homesickness” e per chi non lo sapesse letteralmente tradotto sarebbe malattia di casa.

Che parola divertente, ma quanta verità si cela dietro questa traduzione così violentemente reale e letterale?

La nostalgia è spesso affidata ai bambini che vengono lasciati ad esempio a scuola dalla mamma o dal papà, non è altro che la paura del distacco.

Non lo so, a quasi 26 anni non penso sia una paura del distacco, ma più un senso di solitudine incolmabile.

Quanti di voi adesso stanno leggendo il mio post e magari hanno una persona cara che vive da un’altra parte, o semplicemente come me sono partiti via per inseguire un sogno che in alcuni momenti è tutt’altro che semplice o colorato?

Ma nonostante tutto, si va avanti con il sorriso stampato sulla faccia alla ricerca dei segnali più stupidi come un panino con il prosciutto cotto all’Italiana…ahahahhah e ti chiedi prosciutto cotto all’italiana? Ma sì, che mi frega, c’è scritto all’italiana,  solo per quello sa un pochino di casa, anche se in cuor mio so bene che quel boccone che sto masticando di casa non ha assolutamente nulla!

La verità è che non c’è cura, la nostalgia non è una malattia, è una cosa che ti viene da dentro, è incontrollabile, parte dalle viscere più profonde del corpo, o forse dalla mente non lo so, ma è inspiegabile.

Il cuore batte sempre allo stesso modo, il sangue altrettanto circola allo stesso modo, la mente sembra ragioni come tutti i giorni, ma in realtà lei è lì. Un pensiero fisso che si muove con te in qualsiasi direzione tu guardi.

Alcuni giorni è passeggera, ovvero fa male solo quando vedi o senti qualcosa che ti fa ricordare casa.

Altri, è devastante, inizia da quando apri gli occhi alla mattina a quando gli chiudi per andare a letto. Ho scoperto che non c’è niente da fare, per quanto tu possa provare a distrarti lei è sempre lì, colpisce tutto il giorno come un martelletto ogni cellula nervosa del cervello.

È devastante, ma allo stesso tempo sorprendentemente affascinante, è in grado di farti sentire odori e suoni che quasi riescono a strapparti un sorriso malinconico…

Alcune volte,  sento l’odore di casa mia, lo so sembra assurdo, ma giuro che è possibile, come il suono del parquet che scricchiola.

Lo so,  la mente è in grado di fare grandi cose, in realtà forse sono semplici ricordi che piano, piano a uno a uno in quei momenti grigi vengono fuori.

Ripeto non c’è cura, l’unica soluzione possibile e efficace è viverla.

Eh già, ci coglie di sorpresa, e se fa male, ridere o piangere possiamo solo viverla tutta, fino a quando un qualcosa di altrettanto forte arriva è ci fa distrarre da lei.

Non esiste sfogo, consiglio o conforto, è un qualcosa che chi la prova deve metabolizzare da sé.

Alcuni scappano, altri le voltano le spalle, altri ancora non ce la fanno e la fanno vincere, e io…

Che dire, io….

Io per ora guardo fuori dalla finestra, ormai è buio, il mio caffè è finito, e si, mi sa che si è fatta una certa, tanto domani si vedrà, infondo….

Domani è sempre un altro giorno.

 

Non so se il post è attinente al blog…

Ma ho voluto spiegarvi il mio senso di nostalgia convinta che non sono l’unica a provare certe cose.

Convinta che ci sono tante figlie come me in giro per il mondo che provano le stesse cose.

Convinta che ci sono tanti genitori, sorelle e famigliari in giro per il mondo che provano quello che provano i miei genitori, mia sorella e i miei famigliari.

Non vi ho detto però, che la tecnologia ora accorcia tanto le distanze, ma contro la nostalgia alcuni giorni neanche la tecnologia più avanzata riesce a vincere…

Non voleva essere un post malinconico, ma la vita è bella anche quando questi momenti avvolgono le nostre giornate, tanto alla fine ciò che conta sempre è il sentirsi vivi.

Quindi…. Ancora una volta, spero che il post vi sia piaciuto…
Non dimenticate di commentare, di seguirmi sui miei social media accounts e d’iscrivervi al blog…

 

 

Bacio da KiKa

 

PS. Mamma questa volta, come è stato leggermi?

Grazie per esserci sempre… Ti voglio Bene…😘

 

 

 

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