Tips & Tricks – How can we communicate with a child when we don`t speak the same language???

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Come comunicare con un bambino quando non si parla la stessa lingua?

Ciao a tutti,

questa è una domanda davvero molto divertente perchè mi ricorda tantissime storie sugli inizi della mia avventura come AuPair negli Stati Uniti.

Quando sono arrivata negli Stati Uniti a San Josè in California, la sola conversazione in inglese che ero in grado di sostenere, era comunicare il mio nome e qualche parola di base come “cintura di sicurezza”, in caso la bambina avesse fatto i capricci per allacciarla, ma di sicuro tutto il mio personale dizionario di parole chiave non era sufficiente a comunicare con un bambino di 9 anni.

Così, la mia avventura fatta di facce con enormi punti di domanda stampati sopra, ha subito inizio.

Il mio famoso “papà ospitante” viene a prendermi all’aeroporto, mi ricordo che mi fece subito una buona impressione, aveva una gran voglia di comunicare, sembrava gentile e molto accogliente, per tutto il tragitto dall’aeroporto a casa continuava ad indicarmi cose, strade e forse palazzi? che credetemi ancora adesso non ho idea di cosa mi stesse parlando!!!

Ma siii, non era un enorme problema, il cuore batteva fortissimo ero negli Stati Uniti, e seppur avessi capito la conversazione le mie risposte quel giorno sarebbero state comunque sempre le stesse: Yes, Ok!!!

Il primo incontro con Sofia fu breve, era tardi, sia io che lei per motivi diversi stanchissime, ci fu un veloce “Ciao, come stai? Mi chiamo Federica”, ma niente di eccezionale.

Fortuna che la mia “mamma ospitante” parlava Italiano, perché è italiana!!!

Quella sì che è stata una benedizione, la così detta mano dal cielo!

Era dura, è stata dura, Sofia era una bambina di 9 anni, molto sveglia, responsabile e tanto impegnata con la sua passione per la Ginnastica.

Mi testava ogni giorno, mi sentivo perennemente sotto esame, torturavo me stessa con le solite domande del tipo: le piacerà questo? Come mai fa così? Forse sto sbagliando qualcosa? O forse non sto sbagliando niente e semplicemente è lei troppo diversa?

Era una tortura, la lingua poi, uff il non riuscire a comunicare in inglese come in italiano mi uccideva giorno dopo giorno, perché avevo un sacco di cose da dire, avrei voluto farle capire che quando mi ignorava mi faceva stare male, che quando non la capivo e si arrabbiava per quello, mi disarmava, e così mi arrendevo, in attesa del colpo finale.

In Italiano si dice “tenere botta”, e io così ho fatto, fino a quando un giorno, ho finalmente capito che non era lei che doveva capire me, non era lei che doveva cambiare atteggiamento nei miei riguardi, non era lei che avrebbe dovuto parlare la mia lingua, ero io che dovevo lentamente chiedendo il permesso entrare nel suo mondo.

Ho capito che la lingua non era il reale problema, nelle relazioni umane soprattutto quelle tra i bambini, non serve sempre una lingua comune per comunicare, spesso, vi sembrerà banale, ma la lingua del cuore è più comune di quello che si possa pensare.

E così ho fatto, ho dimenticato la mia età, ho messo da parte i problemi, i pensieri negativi e i filtri che invadono il mondo degli adulti e ho iniziato a colorare.

Ho iniziato a leggere le favole per i bambini, hanno un sacco di discorsi diretti sono utilissime per chi come me vuole imparare una lingua, ho iniziato a guardare i cartoni, quelli più semplici, poi i film, ho guardato tantissimi film, all’inizio con i sottotitoli in inglese, mai in italiano, poi, piano piano, ho anche iniziato a guardarli senza.

La comunicazione con sofia era necessaria giorno per giorno, anche se alcune volte del tutto incomprensibile, anche quando vedevo la sua faccia trasformarsi in quel famoso enorme punto di domanda!!!

Non mi importava più niente, in un modo o nell’ altro io dovevo comunicare con lei!

La lingua tanto temuta, quella che sembrava impossibile da scavalcare piano piano si faceva posto nella mia testa e l’aiuto di un ottimo corso d’inglese ha sicuramente fatto la differenza.

Sofia ha iniziato a chiamarmi Chicca (Kika), che dire, ce l’avevo fatta, ero riuscita a far breccia nel cuore della più tremenda degli insegnanti che avevo mai avuto.

Una bimba che doveva capire che ero lì non per il semplice e solo desiderio di stare negli Stati Uniti a imparare l’inglese, ma ero lì perchè volevo darle qualcosa, e volevo, allo stesso modo che quel qualcosa lei lo desse a me.

Quindi ho capito che la risposta alla domanda qui sopra: “come comunicare con un bambino quando non si parla la stessa lingua?” è più semplice di quanto tu possa pensare.

Tu, cosa sei disposto a fare per comunicare con un bambino?

Io ho trovato la mia risposta ponendo questa domanda a me stessa, chiedendomi quali erano i reali motivi che mi avevano portato lì a fare quell` esperienza e solo attraverso quelle risposte, ho capito come avrei dovuto agire.

Voi cosa ne pensate?

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10 thoughts on “Tips & Tricks – How can we communicate with a child when we don`t speak the same language???

    1. Il non parlare una lingua non deve e non può limitare una persona!
      Grazie fan numero 1 per il tuo commento!

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