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10 atteggiamenti che non dovreste assumere con i vostri figli.

Ciao a tutti,

come è andata la vostra settimana?
Partiamo subito da qualche news…
Allora, prima di tutto KiKa on Kids ha una nuova divertente cosa, ovvero, adesso potete votare in quale categoria vi piacerebbe leggere il prossimo post. Quindi che aspettate? Andate a votare!
È facilissimo trovate il sondaggio all’inizio dei menù in basso sulla destra o come prima voce del menu laterale nei post.
Poi, che altro dirvi, lo scorso giovedì sono andata a Vancouver, Washington, con la mia “mamma ospitante” e Sofia perché per l’appunto, Sofia aveva il suo ultimo incontro di ginnastica della stagione. Si è classificata sesta in tutto lo stato di Washington, mica male vero??? Poi che altro dire, sabato mattina di nuovo in macchina per andare a lezione tutto il pomeriggio!
L’ultima cosa, indovinate un po’??? Domenica era il mio compleanno!!!
26 anni! WOW! Anche KiKa sta invecchiando!
Ma ora, cominciamo a parlare del nuovo post, come già sapete sto studiando per diventare un insegnante di scuola materna Montessori, e ho quasi finito con la prima parte della mia certificazione. Dovrei finire intorno alla fine di aprile e poi il tanto atteso stage!!!
Non vedo l’ora d’iniziare finalmente a lavorare con i bambini. Sono molto eccitata!!!
Comunque dopo un po’ di studio del metodo Montessori ho scoperto che ci sono alcuni atteggiamenti che non si dovrebbero assumere con i propri figli. In realtà sarebbero 12 ma io ho scelto i 10 che preferivo.
Spero che vi piaccia come al solito, ma se pensate che manchi qualcosa, sentitevi liberi di commentare.

1. Ordinare e imporre.

Questi messaggi trasmettono al bambino che i suoi sentimenti o bisogni non sono importanti: “Non mi interessa! In questo momento ti ho detto di entrare in casa!” “Vai in camera tua! e se non lo fai vedrai cosa ti succede!”

2. Avvertimenti, ammonire, minacciare.

Questi messaggi possono fare sentire il bambino intimorito e remissivo: “Se lo fai te ne pentirai” “Se non vai subito a letto, ti becchi una sculacciata”. “Se non smetti di giocare con quel tamburo entro 2 minuti mi vedrai molto adirata”

3. Esortazioni, fare la morale, fare una predica.

Tali messaggi fanno pesare sul bambino il potere di un’autorità esterna a sé stesso, fanno anche pesare su di esso un senso di dovere o obbligo. I bambini possono rispondere a tale atteggiamento con uno “scudo” per resistere e difendere la loro posizione ancora più forte: “Dovresti fare la cosa giusta” “Non dovresti pensare in questo modo.” “Devi sempre rispettare i vostri insegnanti.”

4. Consulenza, dare soluzioni /suggerimenti.

Tali messaggi sono spesso sentiti dal bambino come prova del fatto che il genitore non ha fiducia nel giudizio del bambino o nella capacità di trovare la propria soluzione: “Papà cosa devo fare?” “Tua madre sa cosa è meglio.” “Perché non ci hai pensato prima?”

5. Insegnare.

L’atto di voler insegnare spesso fa sentire lo “studente”, in questo caso il bambino, inferiore, subordinato e inadeguato. “Pensi sempre di sapere tutto.”

6. Giudicare, criticare, dissentire, accusare.

Questi messaggi, probabilmente più di tutti gli altri, fanno sentire i bambini inadeguati, inferiori, stupidi, indegni e cattivi. Il concetto di sé di un bambino viene modellato dal giudizio dei genitori e dalla loro valutazione. Come il genitore giudicherà il bambino, così il bambino giudicherà sé stesso: “Ho sentito tante volte che sono stata cattivo, così ho cominciato a pensare di essere cattivo.”

7. Insultare, ridicolizzare, vergogna.

Tali messaggi possono avere un effetto devastante sulla immagine di sé di un bambino. Possono far sentire un bambino indegno, cattivo e soprattutto non amato. La risposta più frequente di tali messaggi è quello di avere lo stesso atteggiamento con un genitore: “. E tu sei un grande rompiscatole” “Guarda un po’ chi dice cornuto all’asino.”

8. Rassicurare, simpatizzare, consolare.

Tali messaggi non sono così utili come la maggior parte dei genitori credono. Per rassicurare un bambino quando si sente disturbato di qualcosa, si può semplicemente convincerlo che non lo si capisce: “potevi dirlo subito, se solo sapessi la paura che mi hai fatto venire!” I genitori spesso consolano perché non vogliono che i figli provino quei sentimenti che li rendono tristi.
Ma soffrire fa parte della vita e il tutto non si può cambiare, la parola gusta è ascoltare!

9. Proibire, mettere in discussione, interrogare.

Porre tante domande può trasmettere ai figli la tua mancanza di fiducia, il vostro sospetto o dubbio. “Ti sei lavato le mani come ti ho detto?”. I bambini vedono anche attraverso alcune domande come tentativi di metterli in dubbio, solo per aver tenuto un qualcosa segreto al genitore. “Per quanto tempo hai studiato? Solo un’ora? Beh, ti meriti di sicuro un’insufficienza all’interrogazione. “

10. Rimandare, assecondare, sviare.

Tali messaggi possono comunicare al bambino che non sei interessato a lui, non rispettano i suoi sentimenti o lo fanno sentire addirittura rifiutato. I bambini sono in generalmente molto silenziosi quando hanno bisogno di parlare di qualcosa. Quando si risponde con ironia, è possibile farli sentire male e respinti. Sviare i loro problemi e di conseguenza i sentimenti che questi provocano loro, spesso è un atteggiamento che appare di successo al momento, ma i sentimenti di una persona non sempre vanno via. Spesso affiorano in seguito. Rimandare i problemi di rado li risolve. I bambini, come gli adulti, vogliono essere ascoltati e compresi con rispetto. Se i loro genitori spesso sviano o rimandano i loro problemi, essi impareranno da presto a sviare e rimandare i loro sentimenti e i problemi importanti.

 

So bene cosa state pensando, fidatevi di me, ho pensato la stessa cosa!!!
Dopo aver letto tutto ciò, sicuramente vi sembra di aver sempre parlato male ai vostri figli, e di conseguenza di aver sbagliato tutto! Credetemi non è così. Siamo stati scientificamente creati per commettere errori, soprattutto quelli dettati da non conoscenza o da sentimento! Spesso ci rapportiamo agli altri o educhiamo i nostri figli nello stesso modo in cui lo hanno fatto con noi i nostri genitori.
Studiando il metodo Montessori, ho scoperto che esiste un linguaggio speciale da utilizzare con i bambini, che permette di non commettere questi piccoli errori descritti qui di sopra. Ma fare l’insegnante è sicuramente diverso dal essere genitore!
Uno dei suggerimenti che mi è stato dato dalla direttrice e insegnante della mia scuola, è proprio quello di far capire al bambino come ci sentiamo noi, dopo uno dei suoi atteggiamenti che riteniamo sbagliato. Così, per esempio, invece di iniziare le nostre frasi con il famoso “NO”, dovremmo cercare di iniziarle con: quando fai così… mi sento come se… perché…

 

Spero che il post vi sia piaciuto. Tradurlo non è stato facile anche se in Italiano 😂😜😝😁😆 Assurdo!
Spero di esservi stata utile in qualche modo!

Non dimenticate di lasciare i vostri commenti, di seguirmi sui miei profili social e d’iscriversi al blog.

Bacio da KiKa

PS. Ho pensato che magari potreste essere interessati anche a questo post: 10 Motivi per cui dovresti scegliere un’educazione Montessori per i tuoi bambini!Buona Lettura!

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